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Infarto, cause e sintomi spiegati dal Dott. Salvatore Lipari

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Infarto, cause e sintomi spiegati dal Dott. Salvatore Lipari

L’infarto miocardico è una patologia che colpisce il cuore, ed è causata da una totale interruzione del flusso ematico coronarico in alcune aree del cuore, determinando un danno spesso irreversibile, a carico di una area più o meno vasta di tessuto muscolare cardiaco.

La rilevanza di questa patologia è fin troppo evidente, se si considera che nel mondo occidentale la patologia cardio-vascolare è la prima causa di morte.

In Italia, si verificano circa 200.000 nuovi casi di infarto miocardico ogni anno, con una mortalità che nella fascia di età compresa tra i 25 e i 64 anni, raggiunge il 26 % della mortalità totale senza considerare che coloro che sopravvivono ad un infarto miocardico, spesso presentano una capacità lavorativa e una qualità della vita ridotta.

Per meglio comprendere tale patologia risulta indispensabile informare il lettore su quali siano i fattori di rischio che espongono a tale patologia, quali siano le cause, i sintomi e le strategie che il paziente può mettere in atto al fine di abbassare la probabilità che si verifichi un infarto miocardico.

Circa le cause, va detto, innanzi tutto, che non esiste un meccanismo omogeneo a determinare l’infarto miocardico, ma ne esistono diversi. Il meccanismo senza dubbio più frequente è quello legato all’aterosclerosi, ossia il progressivo indurimento delle arterie distrettuali e la progressiva riduzione del loro calibro fino alla totale occlusione o alla formazione di un trombo causato dalla frammentazione di una placca aterosclerotica, in un tratto arterioso solitamente ristretto che causa l’arresto del flusso ematico a valle dell’ostruzione. Accanto a questa eziologia più frequente, altre cause statisticamente meno rilevanti possono essere: una severa anemia, uno spasmo coronarico protratto, etc.

Per quanto concerne la sintomatologia, i sintomi possono essere molteplici alcuni eclatanti, altri più sfumati.. Il sintomo di gran lunga più frequente, è il dolore precordiale, cioè alla regione retrosternale o alla regione superiore dell’emitorace sinistro,  spesso irradiato al braccio sinistro o alla regione dorsale, di durata variabile, da parecchi minuti fino ad alcune ore.

Questa che è senz’altro la presentazione più frequentè si ha in circa il 50 % dei casi. Altre forme di presentazione meno frequenti, sono rappresentate da svariati sintomi come sensazione di “nodo” al giugulo (cioè alla gola); dolore alle spalle o al dorso; dolore ad uno o ad entrambe le braccia; dolore a una o entrambe le articolazioni temporo-mandibolari;  dolore o bruciore in sede epigastrica (nel gergo parlato nota come “bocca dello stomaco”); sudorazione fredda; difficoltà respiratoria; tachicardia.

E’ doveroso segnalare che talvolta, anche se per fortuna raramente, un infarto si pùo presentare senza alcun sintomo e la sua presenza talvolta viene svelata casualmente.

Molti dei sintomi sopra riferiti non sono tipici esclusivamente dell’infarto miocardico, ma talora possono essere legate ad altre patologie.

Di fronte a certi sintomi, quanto meno sospetti, la probabilità che ci si trovi di fronte ad un infarto cardiaco aumentano se in concomitanza sono presenti fattori di rischio noti: ipertensione arteriosa; diabete mellito; ipercolesterolemia;  obesità; fumo di sigaretta;  stress;  familiarità positiva.

Nel sospetto che ci si trovi davanti ad un infarto miocardico, è opportuno arrivare in tempi molto brevi ad una diagnosi di certezza, che, se confermata necessita di terapia urgente in ambiente idoneo, anche perché, ad oggi, disponiamo di terapie che riducono sensibilmente i rischi.

Il modo più semplice, più veloce e più attendibile per arrivare ad una diagnosi, è quello di registrare un ECG (elettrocardiogramma), che è l’indagine più rapida e più sicura per avere risposte dirimenti nella quasi totalità dei casi. In rarissime situazioni l’ECG da solo non è sufficiente alla diagnosi e necessita di esami supplementari.

Un aspetto troppo spesso trascurato ma di fondamentale importanza riguarda la prevenzione, che si basa sulla lotta ai fattori di rischio ! Per alcuni di questi (ad esempio la familiarità) non è possibile far nulla; per altri (come ad esempio l’ipertensione, l’ipercolesterolemia, l’obesità, il fumo di sigaretta), seguire un’alimentazione corretta, modificare il nostro stile di vita o combattere farmacologicamente questi fattori predisponenti serviranno a ridurre sensibilmente l’insorgenza di questa grave patologia.

Periodici controlli specialistici, ed indagini mirate, potranno contribuire a induviduare sul nascere l’esistenza di un danno incipiente, e permetteranno di intervenire prima che si manifesti la malattia !

Dott. Salvatore Lipari

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