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La tradizione della Calata ‘a tila torna a San Francesco

Torna l’antico rito che simboleggia il lutto della chiesa

La tradizione della Calata ‘a tila torna a San Francesco

Sarà la prima dopo decenni la “calata ‘a tila” che domani, nella notte di Sabato Santo, durante il rito pasquale, che inizierà alle 22.30, riscoprirà l’abside della chiesa di San Francesco a Misilmeri e scenderà con fragore al canto del Gloria ricordando il momento della Risurrezione di Cristo ai fedeli.

La tela della tradizione quaresimale non esiste più e grazie al lavoro alacre di tante parrocchiane domani la parrocchia guidata da padre Alessandro Guarino ripristinerà questo antico rito.

Inutile dire che è forte l’ aspettativa dei fedeli: in tantissimi tengono ad una bella tradizione ormai messa nel dimenticatoio anche se in ogni chiesa caratterizzava il tempo quaresimale.

L’ origine di questo rito è antica, forse spagnola e si ricollega idealmente alla tradizione di velare nel periodo quaresimale le immagini sacre poste all’interno delle chiese. Rappresenta simbolicamente il lutto della chiesa o anche la pietra tombale del sepolcro del Cristo, richiama al dolore quando resta sospesa e poi alla gioia della Resurrezione quando cade durante il rito della luce nella notte di Pasqua. Il rito si conserva ancora a Belpasso e a Petralia Soprana anche se in molte chiese negli ultimi anni sono stati esposti i Velari. Le Sante Messe pasquali si celebreranno alle 10 e alle 18.30.

Articolo di Antonella Folgheretti

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Emyr Stampa
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