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Lutto a Misilmeri, è morto Giuseppe Terzo

Brigadiere dei Carabinieri e allenatore di calcio. Si è spento a 50 anni

Lutto a Misilmeri, è morto Giuseppe Terzo
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Si è spento ieri pomeriggio Giuseppe Terzo, cinquantenne brigadiere dei Carabinieri.

Terzo era noto a Misilmeri soprattutto come “Mister Terzo“, da anni infatti svolgeva l’attività di allenatore delle squadre di calcio giovanili. Un vero e proprio insegnante di calcio. Sotto la sua guida sono cresciute intere generazioni di calciatori, un istruttore severo ma giusto, che formava uomini prima che calciatori, sotto la sua guida era infatti evidente la crescita dei ragazzi misilmeresi.

Giuseppe Terzo lascia a soli cinquanta anni moglie e tre figli. Amici e parenti lo descrivono come marito adorabile e padre affettuoso.

Si è stretto attorno alla famiglia Terzo anche il popolo di Facebook, tantissimi sono stati infatti i ricordi, le foto e le dediche pubblicate dagli amici e dagli allievi del Mister che l’hanno voluto ricordare con aneddoti, curiosità e frammenti di vita vissuta, disegnando idealmente, il ritratto di una fantastica persona.

Proprio sul popolare social network Mister Terzo aveva condiviso alcuni momenti della terribile malattia che lo ha visto lottare indomito, così come era solito insegnare ai suoi allievi. Un male incurabile combattuto con tenacia e allo stesso tempo con grande dignità, che purtroppo ieri pomeriggio lo ha definitivamente strappato dall’affetto dei familiari.

AGGIORNAMENTO: Per chi volesse unirsi al cordoglio della famiglia Terzo, il funerale sarà celebrato martedì alle ore 14.00 presso la Chiesa di San Giovanni Battista (Madrice)

Lo staff di Misilmeri Blog si stringe al dolore della famiglia Terzo.

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3 Commenti

  1. Un tuo amico

    La morte ci coglie sempre di sorpresa, anche quando ci prepariamo ad essa. Anche quando la lunga malattia ci indica con sferzante cinismo che dobbiamo prepararci al tragico trapasso. Giuseppe è stato un grande uomo, uno di quei tanti eroi che popolano le nostre città, i nostri paesi. Un eroe di cui poco si parla a differenza di quel tanto parlare che si fa di uomini che poco o niente valgono e che inondano le pagine dell'informazione. Amava il calcio, quello vero, e dalla sue mani sono usciti decine di ragazzi formati non solo al calcio ma al senso del dovere, all'amore per le passioni e non per il denaro. Allenava a proprie spese e a spese della famiglia, senza nulla guadagnare. Un grande esempio per le nuove generazioni. Era un uomo liggio al dovere, amava la divisa che indossava e i valori che essa rappresentava. Nella malattia non gli sono stato vicino per discrezione. Egli l'ha affrontata con la forza ed il pudore dei grandi. Non pensava di morire o forse non ci pensava affatto. Come diceva Italo Svevo 'Quando si muore si ha ben altro da fare che di pensare alla morte.'

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  2. Ciro Costanza

    ho avuto occasione di parlare con lui diverse volte...una persona seria e perbene...per lui allenare i ragazzini non era soltanto una passione...era una MISSIONE!!
    In piu' di un'occasione mi disse...almeno si levano di stare in mezzo la strada o al bar!
    Mi dispiace davvero molto...per chi non lo ha conosciuto guardi i suoi occhi...puliti e veri!!
    Condoglianze alla famiglia..

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  3. paolo

    Mi unico con stima ed apprezzamento per la scomparsa di un "uomo"..di quelli con la "U"maiuscola...che hanno fatto della loro passione una "missione".Sentite condoglianze alla famiglia.
    Paolo Landolina

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