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Convegno al Castello: “Il mito popolare di Giuseppe Garibaldi”

In occasione dei 150 anni dalla spedizione dei Mille, la Regione Siciliana ha organizzato diverse manifestazioni in giro per la Sicilia. Anche Misilmeri partecipa ai festeggiamenti, Mercoledì 26 maggio 2010, alle ore 10,00, nell’ambito del programma di celebrazione del 150° anniversario della impresa dei Mille, si svolgerà a Misilmeri un convegno sulla figura di Garibaldi dal titolo ‘Il mito popolare di Giuseppe Garibaldi’. Si parlerà del ruolo del nizzardo nel processo storico che portò alla unificazione dell’italia, delle sue idee sulla repubblica e sull’Europa. L’obiettivo è far conoscere, soprattutto ai giovani, le gesta del generale dei Mille ed il suo profondo rispetto per gli uomini che resero celebri le sue imprese. Il convegno si terrà presso la corte del castello dell’Emiro e vi prenderanno parte oltre a numerosi studiosi di storia risorgimentale, anche la pronipote dell’eroe, Anita Garibaldi. La data dell’iniziativa ricorda il 26 maggio 1860, all’orché Garibaldi, acquartierato con le sue truppe sull’altura di Gibilrossa, decise di marciare il giorno successivo su Palermo, anziché attendere l’insurrezione del popolo siciliano. Già l’assessorato alla Cultura del Comune di Misilmeri aveva trattato della figura di Garibaldi in occasione della presentazione dell’ultimo libro di Santo Platino, storico misilmerese recentemente scomparso, dal titolo ‘Gibilrossa  dai Bizantini ai nostri giorni’. Il 26 maggio 2010, sul luogo ove si terrà la giornata di studi, sarà presente l’assessore regionale ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana prof. Gaetano Armao. A conclusione del convegno un corteo  si muoverà verso l’obelisco di Gibilrossa, dove sarà deposta una corona d’alloro alla presenza delle autorità civili, politiche e militari.

Fonte Comune di Misilmeri

Locandina

 Il Castello sul sito della Regione

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4 Commenti

  1. Giuseppe Amodeo

    ma come fate a ricordare ed evocare un farabutto come garibaldi che fece scempio della sicilia con omicidi e saccheggi.

    lo festeggiate pure e organizzate convegni studiate invece la vera storia della sicilia colonizzata e sfruttata dal 1860 in poi.

    prima di tale date il GLORIOSO REGNO DI SICILIA era uno stato ricco e prospero dalla venuta dei mille testa di c.... siamo ripiombati nell'oblio da qui non c'è ne usciremo piu se non con L'INDIPENDENZA DELLA SICILIA.

    SIAMO SICILIANI NON ITALIANI

    SICILIANI SVEGLIATEVIIIIIIII

    FATE CONVEGNI SULLA STORIA DELLA SICILIA NON CONVEGNI SU UN UOMO BASTARDO CHE A ROVINATO LA SICILIA PER RENDERLA A COLONIA A SERVIZIO DELLA PSEUDO ITALIA CHE NON E MAI E MAI SARA UNITA.

    garibaldi BASTARDO!!!

    S I C I L I A I N D I P E N D E N T E !!!!!!!!!!!!

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  2. Giuseppe Amodeo

    MA QUALE mito se era e rimane un omicida?? studiate la vera storia e poi fate veri convegni su quanto bastardo era la figura del buffone di garibaldi

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  3. Maria Concetta Schimmenti

    Se a Misilmeri ci sta una cultura come quella che dimostra di possedere Giuseppe Amodeo, laureato, si presume, alla facoltà di scienze del revisionismo dell'università del Borneo, (con tutto il rispetto del Borneo),.c'è poco da stare allegri, povera Italila e povera unità degli Italiani.
    P.S. Sarei curiosa di sapere da quali testi universitari ricava tutte queste scemenze, offendendo la memoria di un padre della Patria.

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  4. Giuseppe Giordano

    Beh! condivido il pensiero di Amodeo. Infatti, dietro la Storia, quella che tutti abbiamo studiato nei libri di scuola, quella dove Garibaldi è ricordato come "l'eroe dei due mondi", ci stanno i retroscena, quelli di cui non si parla nelle grandi opere bibliografiche, ma che possiamo scorgere negli scritti popolari della gente del luogo. Sapete cosa facevano i garibaldini e Garibaldi? Uccidevano i poveri lavoratori, violentavano le donne, distruggevano tutto, profanavano le chiese e le trasformavano in caserme (e la stessa nostra Madrice è stata in quei giorni un accampamento militare (leggete le memorie e i diari dei garibaldini stessi), e ancora, occupavano conventi e costringevano i frati o le suore a fuggire. Ma di tutto questo non se ne parla nei convegni e nei grandi panegirici. L'unità d'Italia non è servita a noi siciliani e meridionali, ma ai nordici. Noi da allora siamo diventati la periferia d'Italia, una provincia d'Italia. Non soffermatevi al "mito di Garibaldi"... sappiate che i miti restano miti e i fatti sono altri!

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