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La cultura del verde a Misilmeri

Albero: pianta a fusto legnoso provvisto di rami nella parte superiore. L’albero, oltre che votato al suo ruolo principale, cioè trasformare l’anidrite carbonica in ossigeno, si è prestato, nei secoli, a mille altri usi. E così, quello “motore” ci consente di viaggiare su e giù per la penisola; quello “della vita” contiene i fondamenti dell’antica cultura ebraica, quello “genealogico” ci spiega chi erano i nostri avi; quello “maestro” permette alla barca di arrivare in porto, e quello “dal frutto proibito” ha addirittura condannato l’intera umanità.
Insomma: dell’albero, nei secoli, è stato usato nei modi più disparati, per cui appare impossibile una umanità povera di alberi.
Se ci fermiamo un attimo, ci accorgiamo che l’albero, soprattutto nelle favole, ha una sua anima, una sua storia, rappresenta la saggezza, forse perché l’albero, soprattutto secolare, ha visto passare davanti a se generazioni e generazioni, e, dovendo stare fermo, perché così è stato creato, si ritiene abbia avuto il tempo di meditare su ogni istante della propria vita.
Che l’albero abbia un’anima, lo credeva anche Terzani, il quale, negli ultimi anni della propria vita, all’albero che aveva in giardino aveva disegnato gli occhi e la bocca; ed invero, chi di noi può negare che gli alberi abbiano un’anima?
Ma, tornando alla loro funzione originaria, dobbiamo dare atto, all’albero, che oltre a darci ossigeno, all’occorrenza ci fornisce calore d’inverno e frescura d’estate, evita che qualche terreno frani, e, se da frutto, ci permette pure di cibarci; ed in cambio, non chiede nulla, visto che ciò che gli serve gli arriva direttamente dal cielo.
L’albero, quindi, è una delle cose più preziose che abbiamo, e quindi, uccidere un albero è un atto che non andrebbe fatto con leggerezza.
Ma, se uccidere un albero nel proprio giardino è cosa moralmente riprovevole, ben più grave è farlo quando l’albero è di tutti noi. Ed allora non posso non pensare all’albero secolare abbattuto per fare spazio al casermone recentemente costruito in viale Europa, accanto la scuola Bonanno; o all’albero misteriosamente scomparso a Piazza Fontana Nuova, che ha lasciato spazio ad uno sterile gazebo. Ed adesso, non posso non pensare che proprio a venti metri dal Comando dei Vigili Urbani, sia stato tagliato un alberello la cui unica colpa era quella di non permettere, con le sue foglie, l’installazione di qualche insegna al neon per l’imminente apertura dell’ennesimo negozio.
Qualche giorno fa, un mio amico mi ha detto: “secondo me le palme … non è il punteruolo che le ammazza … secondo me si stanno suicidando!”.
Forse questo amico aveva ragione.

Inviato da Aldo

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0 Commenti

  1. giuseppecarbone

    Complimenti ad Aldo per questa intesa riflessione, era ora che qualcuno spostasse l'attenzione sul problema del verde urbano.
    Con richiesta del Maggio 2007 l'associazione socio-culturale "Laboratorio Democratico" chiedeva al sindaco "di volere applicare, nei limiti delle possibilità finanziarie del Comune, la legge n. 113 del 29 Gennaio 1992 recante disposizioni sull’obbligo per il comune di residenza di porre a dimora un albero per ogni neonato, a seguito della registrazione anagrafica (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale Italiana n.40 del 18 Febbraio 1992)".
    In particolare dal dibattito che ne era seguito tra gli associati, si era pensato di utilizzare uno spazio pubblico destinato al degrado per riconvertirlo in area verde, il progetto prevedeva (seppur dal sapore utopico) di dare il nome del bambino nato all'albero piantato e di affidarne alla sua famiglia la cura necessaria per il suo sviluppo.
    La nostra richiesta non ha (ovviamente) avuto alcuna risposta ed il progetto è naufragato sul nascere.

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  2. ambrosoli

    giuseppe, voi dovevate chiedere di piantare alberi di kakì, perchè solo di questo possono occuparsi i nostri amministratori ! complimenti ad Aldo per la bellissima riflessione

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  3. verdofilo

    E Troppo importante che le nostre case siano immerse nel verde eppure noi Misilmeresi non abiamo pensato a questo necessità. Il Nostro paese e tutto un grigiore di pareti mai allestite, l'unico verde che c'è in paese è quello delle erbacce che nessuno si occupa di estirpare! Speriamo che la prossima amministrazione si impegni per il verde publico.

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  4. ciro costanza

    complimenti ad Aldo per il commento che fa riflettere molto.. specie sulle palme!!
    Anche io sono convinto che le palme si stiano suicidando.. si sono davvero rotte di tutta questa incuria e mancanza di rispetto per il verde!!
    Misilmeri e' sicuramente un caso a parte.. credo che sia uno dei pochi paesi al mondo (parlando di paesi che superano i 25.000 abitanti) a non disporre di un parco pubblico.. di una piccola zona verde o di uno spazio dove portare i bambini a giocare... e di questo dobbiamo ringraziare tutte le squallidissime amministrazioni... dico tutte nessuna esclusa che si sono susseguite neglia ultimi cento anni!!!!

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  5. mauro

    Giuseppecarbone
    Purtroppo non è naufragato solo questo bel progetto che avete proposto, sta naufragando tutto l'intero territorio comunale! Il degrado è sociale culturale e anche territoriale!
    Riguardo al verde non sanno mantenere quei quattro alberi spelacchiati del corso figuriamoci se si mettono a piantarne altri. Le piazze sono sempre piena di vasi vuoti. Le palme sono morte nell'indifferenza dell'amministrazione, le piazzette di san Giusto e dell'ospedaletto sono delle discariche piene di erbbacce, non parliamo poi dei lavatoi! Certo l'inciviltà di certi imbecilli, distrugge quotidianamente le nostre piante, ma il comune non fa nulla per impedirlo ne tanto meno cura gli spazzi verdi!

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  6. panay

    l'articolo è di grande riflessione. il verde nel comune a misilmeri non esiste. quello di un parco x bambini...E' UNA VERGOGNA PER TUTTE LE AMMINISTRAZIONI. per non parlare dell'entrata del paese lato bolognetta, vi assicuro che è tipico di un paese da terzo mondo. non si riesce a sistemarlo proprio...correlato è il problema delle cartaccia.tutta colpa del non controllo da parte dei vigili sul volantinaggio abusivo.e poi i venditori ambulanti che gridano. questo paese deve cambiare...speriamo nella nuova amministrazione comunale

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  7. Aldo

    Salve, sono contento che qualcuno abbia apprezzato il mio articolo sugli alberi; e ringrazio coloro i quali hanno avuto la pasienza di leggerlo. Tuttavia, tra i commenti ho letto di "speranze nelle future amministrazioni", mentre forse, proprio il tenore dell'articolo non ha fatto emergere il nucleo essenziale di ciò hce invece volevo dire, ovvero: gli alberi di cui ho parlato (e sono solo una parte) sono stati volontariamente tagliati da alcuni nostri concittadini, perché infastidivano la loro attività commerciale. Oltre ad essere riprovevole moralmente, questo comportamento é un reato. Il problema non risiede nell'amministrazione (in genere) ma nella coscienza miserabile di molti nostri concittadini. Infondo, se il nostro paese é immerso nello squallore, forse é perché la gran parte dei suoi abitanti é squallida.

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