In questi tristi giorni che seguono la scomparsa di Santo Platino, ho ripreso fra le mani alcune foto ingiallite dal tempo. In una, donatami dall’avvocato, si intravede Platino, allora consigliere comunale di Misilmeri per il Msi, e Domenica Marchese, meglio conosciuta come la maestra Marchese, impegnata in un convegno. L’atteggiamento fiero, la postura elegante, i gesti misurati di quest’insegnante delle scuole elementari antesignana del movimento femminile in Italia sono tutti lì. Un’insegnante delle scuole elementari che in pochi della mia generazione non hanno conosciuto. Avvolta da leggende metropolitane di indefinita natura, Domenica Marchese, Mimì, ha vissuto, come Platino, di cultura e di impegno sociale. Nei suoi libri, letti a Misilmeri con più di un imbarazzo, in un’atmosfera da Antologia di Spoon River, ha sempre parlato di due grandi amori: il primo per una donna, una suora, sua insegnate alle magistrali, per la quale nutriva un amore platonico, il secondo, un uomo, sconosciuto, mai rivelato a nessuno neanche agli amici più stretti (“ma il paese conosce questo nome”). Sempre elegante, dal carattere forte e spigoloso, bollata a vista come “malata di mente, pazza, squilibrata”, Mimì Marchese era persona di incredibile lucidità, di leale intelligenza, di grande coraggio civico. In un mondo basato sull’ipocrisia dei ruoli l’intelligente insegnante era senza dubbio un personaggio scomodo. In pochi riuscivano a controbattere alle sue idee, quasi nessuno si azzardava a confrontarsi con lei. Ed oggi, ricordando Santo Platino, con il quale, sia pure nella diversità delle posizioni ideologiche – la Marchese fu infatti consigliere comunale del Pci – riusciva a dialogare, voglio ricordare pure la più coraggiosa, retta, viva donna che Misilmeri abbia avuto negli ultimi cent’anni. Spero che anche il Comune, sia pure ormai a distanza di alcuni anni dalla sua morte, la ricordi con qualche iniziativa e con l’intitolazione di una via. Operazione, quest’ultima, che, pare, non si sia negata ad alcuno.
Antonella Folgheretti
(0)Non Mi Piace
(0)




in effetti si leggono vie assurde, e sono stati dimenticati illustri personaggi della storia misilmerese e nazionale.
Pienamente d'accordo all'idea della titolazione di una via anche alla "Maestra Marchese"... che fu maestra per scelta, visto che, se non ricordo male, era insieme a Don Gaetano Sciarabba Laureata in Lettere e Filosofia... e poi Via Maestra Marchese suona proprio bene, non credete???
ps. perchè la cittadinanza non viene mai interpellata per la scelta della titolazione di una via o una strada???
..... e a che ci siamo non facciamo la stessa cosa per Mons. Francesco Romano.??.. anche lui Ha lasciato 1 eridità inestimabile al suo paese. ha raccolto, come l'Avv. Santo Platino, la Storia di Misilmeri e ce l' ha tramandata, a noi, poveri ignoranti...insieme alle bellissime foto che oggi vediamo pubblicate nei nostri siti...
Assurdooooooooooo
A tante persone illustri è stata negata tale onoreficenza, dando la precedenza a personaggi, luoghi e piantagioni varie del tutto insensate (vedi via degli orti, via stazione, via delle forze armate e tante tante tante altre).
Per non parlare di nomi come via Tindari ecc...
condivido pienamente l'iniziativa, e rivolgendomi alle donne misilmeresi, mi picerebbe ricordare questa donna e la sua personalità rileggendo i suoi scritti e le sue poesie. mi piacerebbe potere condividere questo desiderio in primo luogo con le mie concittadine e successivamente con la collettività. credo che la nostra realtà sociale ha un grande bisogno di ripescare dalla memoria non troppo passata la testimonianza delle donne e degli uomini,che hanno contribuito ad arricchire la nostra realtà storica.
il contributo delle donne, il loro pensiero creativo, il loro senso pratico,in questo tempo, può solo arricchire e riequilibrare la realtà sociale, che in certi casi e in certi ambiti pare in preda ad un delirio tutto maschile....potere potere ..potere... e poi!...
concordo con antonella? sono stati ignorate tutte quelle persone che hanno lasciato un segno importante nel nostro amato paese; in compenso però abbiamo la via caltanisetta, agrigento, trapani etc......... veramente incomprensibile
salvaguardiamo la nostra memoria!!!!!!!!!!!!!!
Bellissimo!!!, e che dire di via Villabate mi stranizza che manca via Portella in onore del primo cittadino. Inoltre, secondo me la via P/1 doveva essere via Papa Giovanni XXIII, visto la posizione della statua in suo ricordo. Eliminiamo queste vie che prendono nome delle varie città che non servono a ricordare nulla. Dovevemo decidere noi cittadini, magari con una votazione, le varie vie. Ma, dopo così tanto tempo si pensava che privati di degna toponomastica sarebbe uscito un capolavoro ed invece "chi stannu cumminannu"
Concordo totalmente con Mimmo Comito.
@ emyr
Forse volevi dire Via Papa Giovanni Paolo II.... La Statua nel curvone che va verso il cimitero è Lui che rappresenta... e poi via Giovanni XXIII esiste già...
All'Amministrazione: Date a Cesare quel ch'è di Cesare . . .
Si Valorizzi il grande Monsignor Francesco Romano! che merita molto più che una via!
Se conosciamo molto del nostro glorioso passato e grazie a lui! Per non parlare di tutte le foto antiche che girano tra computer e siti vari tutte conservate o pubblicate da padre Romano!
ma non si possono cambiare nomi di via attualmente esistenti, ad esempio ancora ricordo il nostro Sindaco in uno dei primissimi consigli comunali promettere un nome all'allora da poco scomparso papa giovanni II. Va bene che le promesse del Sindaco contanto quanto il due di coppe a briscola a mazza, però caspita neanche la via al papa sono riusciti ad intitolare
Brava Antonella!
Anche se non ho avuto modo di conoscere personalmente la Maestra, credo che in nome della "cultura" ed in ricordo di chi ha contribuito alla vita politica del proprio paese, senza interessi personali, non può non meritare un "Via".
Tralasciando le posizioni culturali dei piani alti del "Palazzo", sarà accettata la proposizione?
Saluti.