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Viaggio nel paese delle Meraviglie – II^ puntata

alice-nel-paese-delle-meraviglie Continua il viaggio nel paese delle meraviglie, Signori non c’e’ trucco e non c’e’ inganno…

Circa 4.000 persone hanno compiuto quella rinuncia che molti predicano, ma pochi riescono a fare: astenersi dal possesso di una macchina.

Sono gran parte dei residenti di Vauban, un distretto a qualche chilometro da Friburgo. Il merito però, non è esclusivamente loro. Lo schema planimetrico del quartiere con l’intrecciamento di abitazioni, negozi e mezzi pubblici, permette questo tipo di rinuncia.

Non solo la permette, ma quasi la impone: non esistono i box privati ed è vietato parcheggiare sia su proprietà privata, che in strada. Per raggiungere la propria macchina bisogna quindi andare fino a uno dei due parcheggi comunali che distano quasi mezzo chilometro dalle abitazioni

Vauban è così organizzata dal 2006, e ormai solo il 30% dei suoi 5.500 residenti possiedono un’auto. “Come si fa a vivere senza macchina?” mi direte voi. Il problema è forse più psicologico che pratico: nella realtà esiste quasi sempre un’alternativa , vi dico io.

Per fare la spesa, ad esempio, i residenti di Vauban prendono un carrellino e lo trascinano dietro a piedi o attaccandolo alla bici

Per spostarsi all’interno del distretto o per raggiungere Friburgo sono forniti di un’ottima rete di mezzi pubblici. Grazie alla nuova linea di tram, i possessori di auto del quartiere sono diminuiti del 60% rispetto alla media tedesca

E per andare in vacanza? Vi sono famiglie che possiedono una macchina in comune, e per le altre c’è il treno o il club di car-sharing.

 

La domanda e’: Secondo voi, come si sentono  i residenti soggetti a questo “esperimento” e come vi sentireste nei loro panni?

 

Meditate, meditate….

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0 Commenti

  1. ciro costanza

    loro si sentono felici e tranquilli e noi dovremmo solo vergognarci..
    esistono stati dell'estremo nord in cui i deputati vanno in parlamento in bicicletta.... da noi un miserabile politico o un insignificante magistrato si "muove" con diverse auto al seguito..

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  2. panay

    cultura diversa. ciro ha ragione. qui c'è la cultura del pubblico sperpero. mentre nel privato si cerca di eludere, di non pagare. il risultato è medesimo.

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  3. Temistocle

    Credo che qui il punto sia un altro:
    Un'interna comunita' di cittadini ha cambiato il proprio stile di vita e le proprie abitudini creando un nuovo circolo virtuoso.
    Spesso e volentieri ci lamentiamo del traffico,dei parcheggi, della spazzatura, e di altri disservizi.
    Ma quanti di noi saremmo disposti a cambiare le proprie - cattive- abitudini o il proprio stile di vita?
    Le amministrazioni hanno sicuramente i loro meriti o le loro colpe, ma noi in quanto cittadini e fruitori dello spazio cittadino ci mettiamo in discussione??
    Io credo di no.
    Se vogliamo un cambiamento non dobbiamo di certo aspettare che il politico di turno faccia o non faccia quella cosa....il cambiamento deve venire sopratutto dal "basso", da noi cittadini per prima cosa.

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  4. Gino

    E' forse meglio pensare che non potrà cambiare mai nulla e starsi seduti comodi nelle proprie poltrone, oppure iniziare a pensare che con piccoli gesti qualcosa può migliorare. Questo èè già un esempio, sensibilizzare i cittadini che si può ... se si vuole. Esistono tante realtà in cui la vita è molto migliore della nostra, non bisogna inventarsi nulla, ogni tanto non fà male copiare... ma con intelligenza

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  5. La Scala Anna Maria

    miei concittadini, condivido pienamente le vostre osservazioni e il vostro stato d'animo. Io credo nel cambiamento, credo che in un momento della storia di una collettività possa maturare una massa critica che è il risultato di una crescita costante della consapevolezza del singolo uomo e poi della collettività. e se fossimo vicini al raggiungimento di questo valore di criticità.......? se la coscenza di tanti singoli sta cominciando a trovare il coraggio di formulare una idea "costruttiva, possibile, semplice ..." capace di muovere un' azione più organizzata, duratura, fatta di realtà sane positive già sperimentate..es. ( io amo molto gli esempi) corsi di avviamento allo sport, passeggiata ecologica in bicicletta, quartierando, una goccia nel mare.....
    Uno strumento di comunicazione così efficace, come questo, può farsi catalizzatore di un processo di crescita di coscenze? forse si ... forse possiamo favorire questa opportunità........ proponiamoci di usarlo in modo sempre più efficace, creativo, propositivo, e se non fosse una utopia....grazie!

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