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Alla scoperta del Maestro Piazza

Paolo Francesco Lo Dico racconta il Maresciallo ordinario per meriti di guerra

Alla scoperta del Maestro Piazza

Giuseppe Piazza nasce a Misilmeri, ridente paese in provincia di Palermo, il 12 luglio del 1898 da Mariano, caffettiere, e Teresa Portanova, casalinga.

Il giovane viene avviato a esercitare il mestiere del padre nel locale sito in Corso Vittorio Emanuele, 40 (ancora esistente nda.) e nel frattempo, per passione personale, studia musica, in particolare la tromba, fino a diventare maestro di banda.

Frattanto i venti di guerra agitano l’Europa. Nel 1914 scoppia la Prima guerra mondiale e il 24 maggio del 1915 l’Italia entra in combattimento a fianco degli anglofrancesi contro l’impero austroungarico per completare l’unità della Nazione.

A questo punto iniziano le vicende militari di Giuseppe, cittadino misilmerese animato dall’amore di patria che ha distinto quelle generazioni.

Dall’Archivio Fiumano, cartella 4632, risulta che Giuseppe classe 1898, D.M. di Palermo, matricola 18446, nel 1916, diciottenne, in qualità di soldato di leva 1^ cat., si arruola volontario tra i soldati nel 22° Reg.to (reggimento) Art. (artiglieria) per la durata della guerra, ma con l’obbligo di compiere la leva al compimento dell’età.

Dal foglio matricolare n. 18446 apprendiamo che è alto 1,67, torace 81,50, capelli neri riccioluti, occhi scuri, colorito bruno, sopracciglia nere, naso regolare, dentatura sana. Tra i suoi segni particolari c’è una cicatrice sul collo, e apprendiamo che al momento dell’arruolamento sa leggere. Dato nient’affatto scontato, a quel tempo.

Il 27 aprile del 1917 Piazza viene nominato caporale, il 25 luglio dello stesso anno giunge in territorio di guerra e dal 18 maggio dell’anno successivo, il 1918, è in servizio presso il deposito della Scuola di Tiro G. Bombardieri del 5° Reg.to Art. da campagna.

Il brillante caporale viene promosso caporalmaggiore il 21 settembre del 1918 e trattenutosi in servizio, dopo la vittoria conseguita dall’Italia il 4 novembre, è nominato Sergente il 24 ottobre del 1919 presso il 380° Btg. TM Comando Palermo.

Nominato Maresciallo per meriti di guerra il 2 dicembre del 1920, viene congedato l’8 novembre del 1921 come Maresciallo Ordinario delle Milizie Legionarie Fiumane (vedi corrispondenza Archivio Fiumano).

Ritornando al tavolo dei vincitori della guerra emerge tuttavia che le trattative non rispettano i patti iniziali di assegnazione dei territori conquistati con il sangue versato dai combattenti italiani che danno vita alla rivendicazione della “Vittoria mutilata”.

Fiume non era stata annessa al Regno d’Italia e per questo motivo il Vate, Poeta-Soldato, Gabriele D’Annunzio chiama a raccolta i reduci volontari per completare manu militari l’agognata unità della Patria. Circa 250 valorosi siciliani accorrono. Giuseppe Piazza e altri giovani misilmeresi il cui sangue fervente era stato acceso dal nascente nuovo verbo italico, si arruolano nei Legionari. Tra i compagni d’arme e d’avventura di Giuseppe ci sono Pietro Scozzari, Mariano De Caro, Giovanni Princiotta e Pietro Sidoti. Il 24 ottobre 1919 l’azione dei valorosi è coronata dal successo: Fiume è redenta ma, il sogno durerà fino al Natale di sangue del 1920, quando arriva lo sgombero forzato ordinato dal governo del tempo ed eseguito dal Regio Esercito.

Giuseppe Piazza rientra al deposito militare l’8 novembre del 1921, e dopo alcuni giorni, l’11, viene posto in congedo illimitato.

Il Maresciallo viene richiamato alle armi per istruzione il 31 maggio del 1939 venendo aggregato al 76° Reg.to Fanteria fino ad essere collocato in congedo illimitato l’8 giugno dello stesso anno.

Il nostro legionario è stato peraltro anche segretario di Gabriele D’Annunzio durante la Reggenza del Carnaro del ’19 e pertanto successivamente, in occasione della visita che Il Vate farà in Sicilia ai suoi legionari a Misilmeri, Giuseppe, essendo un bravissimo pasticciere, gli prepara un eccellente e apprezzatissimo gelato (la cui ricetta è ancora utilizzata da un noto locale di Misilmeri).

Le vicende biografiche degne di nota del Maestro Piazza sono legate anche alla Banda musicale di Misilmeri che diresse ad alti livelli per circa 50 anni con metodo militare. Infatti già prima dell’Unità d’Italia la Banda musicale era una realtà del territorio al punto che fu contattata in itinere, con l’assenso del Comitato locale, dai “volontari” del Generale Garibaldi accampati al Piano di Mastro Pietro in attesa dell’attacco a Palermo. Il Maestro Piazza subentrò alla direzione della Banda al Maestro napoletano Salvatore Effetto di cui era stato entusiasmante allievo.

Il 29 dicembre del 1973 finisce la vita terrena di Piazza. A Misilmeri la popolazione rende gli onori dovuti e l’indomani il Maestro viene inumato nella sepoltura della Congregazione di Gesù e Maria, e successivamente nell’ossario. Ma il suo ricordo resta vivo nel tempo nella nostra comunità. Del Maestro Piazza resta oggi nei racconti tramandati il ricordo di un uomo dabbene che ha speso la sua vita da militare e da civile per la Patria. Dalle foto in cui è ritratto con cappello emerge il portamento marziale, elegante e signorile che caratterizza gli uomini della sua tempra. Agli atti resta anche la Medaglia Commemorativa della Marcia di Ronchi concessagli come legionario. E resta poi lo storico bar “Piazza” sito in Corso Vittorio Emanuele 40, dove è possibile vedere alcune foto di Giuseppe scattate anche in occasione della visita di Gabriele D’Annunzio a Gibilrossa. E rimane poi, naturalmente, il sapore dello stesso gelato che deliziava Il Vate la cui ricetta è gelosamente custodita da una nota pasticceria locale ereditata dai suoi parenti. Auspichiamo che l’amministrazione comunale di Misilmeri possa intestare una via al Maestro Piazza e che lo stesso sia ricordato tra i figli illustri del nostro amato paese.

Maestro Piazza. Presente!

FONTI:

I parenti, mediante il barista Giovanni Verbena, sigg.ri Polizzi e Piazza per gentile concessione documenti, foto e notizie;

Ufficio Anagrafe Comune di Misilmeri;

Il Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera nella persona del Presidente Prof. Giordano Bruno Guerri e della Dott.ssa Roberta Valbusa mediante il Dott. Francesco Lo Dico giornalista;

Archivio Fiumano dei Legionari;

Associazione “Banda Musicale Città di Misilmeri”;

Geom. Lino Vella Adamo appassionato cultore di storia garibaldina.

 

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1 Commento

  1. Quando la banda paesana non conosceva rivali.

    Da ragazzina,anche per motivi di contiguità territoriale ( il bar del Maestro,che produceva squisiti gelati, era ubicato quasi di fronte alla pasticceria di mio padre , produttore di fantasmagorici dolci) facevo scorpacciate di gelato al torrone o al limone. Crescendo, avevo imparato ad apprezzarne le qualità di "Direttore di Banda Musicale paesana " e seguivo con entusiasmo tutte le manifestazioni sonore in occasione delle numerose festività paesane. Quante volte ho ascoltato con interesse il racconto della sua amicizia con il Vate (del quale teneva una foto in bella vista). E non posso tacere dello straordinario senso della famiglia , che lo portò a prendersi cura con abnegazione della " sua cellula di resistenza" : una nidiata di nipoti .
    Grazie, Maestro, il Suo ricordo è ancora vivo nella nostra memoria.
    Angela Orlando

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